giovedì 29 luglio 2010

Boh... proprio non saprei

Prosegue l'immensa sequela di poesie dal titolo improbabile! Direttamente dal 2005 vi dono il Boh universale che racchiude nella sua brevità l'essenza alta ed irraggiungibile della mia poetica ricercata, classica ed insieme d'avanguardia... quando un poeta si piglia per il culo da solo è il momento in cui si sente meglio forse... si riconosce da solo le cose che gli altri magari non gli riconoscono... e vabbè... è quasi agosto anche per me! Vi lascio con il mio barbarico Boh a mo' di Yap dell'Attimo fuggente con Robin Williamos! Buona lettura!
That's all FOLKS!!!

Boh

Orfanotrofi della mente.
Sodalizi tra gente
solidale
composta da solidi cubici,
prismatici
ed altre futilità
tridimensionali
di forma regolare.
Sostanziale differenza
tra un dire
che è tutto dire
ed un fare
che è sempre più
spesso un fare bene
più che un fare e basta.
Sostanzialmente distante
dalla sostanza delle cose
sostanziose,
nutrienti,
altamente calorose.
Proteine, acidi inorganici:
mare forza nove.
Neve cosparsa da sangue infetto.
Aghi in quantità industriale.
È un saxofono olografico
suonato male,
producente tonalità al neon,
aspre, addirittura acide.
Un inverno di vorticose
variazioni tonali
disturba l'udito,
ottenebra la vista.
Solo macchiette nere
negli occhi di vacche purpuree:
ecco come sono ridotti
i nostri sogni arditi.
Condottieri senza seguito
seguiti da stanchi regni
in cui il re
ha abdicato al trono.
Fine, inizio, infinito.

mercoledì 28 luglio 2010

Amore Amore... ed una altra parola che non mi ricordo

Questa risale al pleistocene della mia "opera letteraria", ovverosia al 2003. Vabbè lo stile è datato e tutto il resto... ma oggi vi tocca questa! Buona lettura!
That's all FOLKS!!!

Amore vestito di nero accompagnato da ritmi jazz

Pericolosi scivoloni su bagnasciuga asciutti e disidratati.
Botte in testa inferte con forza tale
da non sfiorare neanche le idee di chi le ha ricevute.
Scordo tutto quello che dovrei ricordare
e faccio a meno di cose vitali ed importanti a tal punto
che potrebbero salvarmi la vita.
Chiedo rispetto quando non ne do
e mi permetto voli pindarici su vallate nere
che niente hanno di onirico e di sognante.
Unto di burro usato per amare
per fare dolci fragranti
che deliziano sessualmente il palato.
Addento la carnalità
del desiderio che di te provo
mordendo le tue carni
che sanno di un dolce dolore
e di un amaro piacere vorticoso.
Perdo i miei riferimenti fisici e spirituali.
M'addentro in te con fare guardingo:
sto attento al tuo mordere improvviso
e al tuo scattante desiderio di azzannarmi.
Dotati di energia simbolica, rinnovabile e limitata
sediamo sul bordo di una piscina sporca
dove ci facciamo il bagno
senza riluttanza alcuna
sguazzando nel "nostro" sporco
di cui non ci schifiamo.
Dentro di essa siamo liberi
e preoccupatamente contenti
e spensierati.
Siamo indecenti nel nostro agire
e frequentiamo locali in cui una dubbia moralità
si unisce indissolubilmente con un vizio alquanto puro.
Detesto la presa di opposizione che ho preso.
Detesto la mia malavoglia
e il mio orrore per tutto ciò che ritengo
troppo frivolamente impegnato.
Deterioro il nostro rapporto
allontanando la mia bocca da te
e dalle tue orecchie sorde
ma che funzionano più che bene
quando sono io a non parlarti.
Distruggo quello che tu hai cercato di creare tra di noi
perché mi sembra surreale il nostro essere legati
[materialmente troppo.
Detoniamo insieme la bomba che abbiamo costruito
per sancire la fine del nostro amore
tetro e ricercato.
Talmente riservato che non sapevamo neanche noi di amarci:
ci guardiamo ormai da anni
e da lontano vorremmo accennare un semplice saluto.
Ma entrambi siamo solo morti dentro
e vivi solo esteriormente:
caldi in superficie.
Siamo distanti ma ci sfioriamo lo stesso.
Siamo soli,
ma viviamo con una nausea
dovuta alla nostra troppo lunga
e morbosa convivenza con il nulla.
Dotiamo altri di arsenali con cui ferirci
e bandirci dai territori del nostro spirito
e permettiamo loro di svuotarci e di estirparci da noi stessi.
Abbiamo un terrore tale
di riconoscere il nostro amore
che scappiamo scivolando su meccanici elementi mal costruiti
che ci feriscono l'addome
anziché confessare quello che risulta fin troppo evidente.
Non abbiamo appigli fissi
ne alcun motivo per abbaiare
ad una luna troppo pallida e acquosa
che ci guarda piangendo
con un sorriso ambiguo e tendenzioso
stampato sulla bocca.
Doniamo a noi stessi la pretesa
di riuscire a farcela
e di arrivare ad un punto risolutivo
dove tutto è fermo e nulla più si muove.
Doniamo e non pretendiamo più di incontrarci.
E viviamo infelici il nostro amore perso
e mai raggiunto.
Falso e mai veritiero.
Ritorto e contorto
senza che si possa capire cosa ci spinge
a comportarci in modi a noi poco congeniali.
Scorre tutto come acqua salastra
che bagna rive secche di un mare morto
e vagamente infelice di essere quello che è.
Si perde in quello che è il boscoso amore
che noi proviamo per noi stessi.
Per noi stessi e basta.

martedì 27 luglio 2010

Per fortuna ce ne sono anche altri

Questa è una dedica ad una persona a cui tenevo parecchio. Buona lettura!
That's all FOLKS!!!

Dei due mondi

Piove a dirotto nel mondo
terreno, solido, privo di misticismo:
fatto di asfalto assorbente
piccole lacrime, anime d'angeli caduti
da cieli troppo "puri"
per accettare la diversità.
Nel mio mondo interiore c'è una pioggia serena,
leggera, cade lentamente e si alterna
all'approssimarsi dell'arrivo di caldi
raggi di sole che con essa danzano
creando vortici fatti di colori poetici e tersi.
È una pioggerellina estiva che scaccia
nubi tenebrose che assediavano
la mia "fortezza" ormai da troppo tempo.
Una serenità ed una gioia inaspettata
mi assale:
felicità ormai dimenticata.
Tanta, ma così tanta da non riuscire a dormire:
un tormento sereno e gratificante mi assale.
Uno spasmo piacevole, un abbraccio stretto e forte
di braccia donanti amore,
di occhi scintillanti e scuri che tutto
mi comunicano.
Una serie di piccole meteore sotto forma d'acqua
mi colpiscono e donano finalmente
quella quiete ristoratrice
che da troppo tempo
invano
cercavo.

Mamma Roma... Addio

Oggi vi presento un pezzo del grande Remo Remotti. Un piccolo omaggio a questa canzone/poesia. Buona lettura/visione.
That's all FOLKS!!!

Mamma Roma addio di Remo Remotti

A Roma salutavo gli amici. Dove vai? Vado in Perù. Ma che sei matto?
Me ne andavo da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, da quella Roma del "volemose bene e annamo avanti", da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei "Sali e Tabacchi", degli "Erbaggi e Frutta", quella Roma dei castagnacci, dei maritozzi con la panna, senza panna, dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, delle mosciarelle...
Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma degli uffici postali e dell’anagrafe, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ci voleva una raccomandazione...
Me ne andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, della Circolare Destra, della Circolare Sinistra, del Vaticano, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti...
Me ne andavo da quella Roma degli attici con la vista, la Roma di piazza Bologna, dei Parioli, di via Veneto, di via Gregoriana, quella dannunziana, quella barocca, quella eterna, quella imperiale, quella vecchia, quella stravecchia, quella turistica, quella di giorno, quella di notte, quella dell’orchestrina a piazza Esedra, la Roma fascista di Piacentini...
Me ne andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Romacaput mundi, del Colosseo, dei Fori Imperiali, di Piazza Venezia, dell’Altare della Patria, dell'Università di Roma, quella Roma sempre con il sole – estate e inverno – quella Roma che è meglio di Milano...
Me ne andavo da quella Roma dove la gente pisciava per le strade, quella Roma fetente, impiegatizia, dei mezzi litri, della coda alla vaccinara, quella Roma dei ricchi bottegai: quella Roma dei Gucci, dei Ianetti, dei Ventrella, dei Bulgari, dei Schostal, delle Sorelle Adamoli, di Carmignani, di Avenia, quella Roma dove non c’è lavoro, dove non c’è una lira, quella Roma del "core de Roma"...
Me ne andavo da quella Roma del Monte di Pietà, della Banca Commerciale Italiana, di Campo de’ Fiori, di piazza Navona, di piazza Farnese, quella Roma dei "che c’hai una sigaretta?", "imprestami cento lire", quella Roma del Coni, del Concorso Ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, Me ne andavo da quella Roma dimmerda! Mamma Roma: Addio!

domenica 25 luglio 2010

Istintivo come un respiro

Lo so! Lo So! Oggi è lunedì e non sarebbe proprio il caso di dilungarsi così tanto... però questa mi è venuta fuori nella notte tra sabato e domenica e questa purtroppo ve la beccate tutta stamattina! Buona lettura!
That's all FOLKS!!!

30 minuti di ardore compulsivo

La vita è schiantarsi a 100 all’ora
contro un palo
È accettarsi per come si è
con tanto di tagli in piena vista.
È un andare contro corrente
quando tutti remano a favore.
È un assoluto di cui non voglio
conoscere il limite finito.
È un’aberrazione del falso
che in qualche modo risulta vero.
È lo scorrere di almeno 40.000
parole al giorno dette quasi sempre
senza un filo logico a sostenerle.
È lo scrivere assai male:
un dipanarsi di trame buttate lì a cazzo.
È un boh boh boh ah ah ah
che non vuol dire proprio niente.
È un sodalizio firmato con il sangue
tra Calderoni ed il Mucca Assassina.
È una lunga poesia che irrita
gli occhi ed il palato di chi la degusta.
È un urlo continuo di litigio nella notte.
È l’ingiustificato pianto di un bambino
quando gli togli un lecca lecca.
È la figura di tua madre scazzata
alla quale non va più di vederti in casa sua.
È l’amore morboso di cui non è mai stato scritto.
È un flusso che dura giusto il tempo
di scrivere quello che tu credi
sia un capolavoro.
È la presa di coscienza
di non saper più articolare la mano
per scrivere in un semplice stampatello.
È la sensazione che ad ogni incrocio
qualcuno ci abbia risparmiati
donandoci l’incrocio successivo.
È il conoscere la sapienza
dentro gli occhi lessi di un pesce
fuor d’acqua ormai cadavere d’argento
in mezzo a flutti d’olio bollente cristallizzante.
È il voltare pagina
Di un foglio A3 sul quale hai trovato
molteplici volte
i punti di fuga della tua esistenza.
È immaginarsi le cose per
punti, linee e superfici:
una faccia parlante
a mo’ di esoscheletro
graficato secondo le rigide regole
del verde anni 80 dei monitor.
È sostenere un esame
di cui non si è studiato un emerito tal de tali.
È l’usare un parco di segni freschi
in un fumetto dagli espliciti sapori bonelliani.
È il continuare esagerato
di un pazzoide che aggiunge
frasi su frasi
dotate di un dubbio
gusto estetico.
È il questionare su argomenti
privi di interesse
posti all’attenzione
di piccoli esseri
vocianti in arene di amici
di un tal De Filippi.
È il volersene andare a letto
ma non poterlo fare
poiché si è rapiti
dal raptus di voler
riempire di parole
questo foglio
oscenamente
troppo
bianco.
La vita è
sbattere il pugno sul tavolo
ogni qualvolta che ci pare:
uno scossone sul legno
pronto a provocare danni vibratori irreparabili
che spazialmente si propagano
a mo’ di luce di stella estinta
che solo dopo miliardi di secoli
impressionerà le nostre iridi
di vivida
e quantomeno
scarlatta
conoscenza!

giovedì 22 luglio 2010

Una sola parola... Edwige!

Oggi mi sono lasciato andare alla nostalgia... disegnando al volo, tra una pausa e l'altra, due ritratti della bellissima ed adorabile Edwige Fenech! Buona guardata!
That's all FOLKS!!!

mercoledì 21 luglio 2010

Sceneggiatura scadente

Per quanto mi riguarda, mi sembra che "la trama" di questo mondo sia in mano ad uno o più sceneggiatori scadenti. Che sia esso Dio o chi per lui questo non mi è dato sapere ma la sensazione che mi danno, hanno dato e che mi diedero (e sicuramente mi daranno) in questi anni è questa. O forse, lasciando stare Dio o chi per lui, è molto più giusto pensare che gli sceneggiatori scadenti siamo tutti noi. Che le nostre scelte drammaturgiche facciano acqua da tutte le parti. Che le inquadrature scelte siano sempre di dubbio gusto, retaggio di un tipo di cinema scadente. Ecco! Forse lo sceneggiatore sta scrivendo un B-Movie e quindi è tutto a posto. E non mi sembra che il regista abbia molta voglia di intervenire per migliorare il lavoro. Ad ognuno il suo... Così ci teniamo il nostro bel lungometraggio millenario e continuiamo zitti a muoverci secondo il dipanarsi della trama che tutti i giorni ci scrivono o ci scriviamo. Qui è sempre e solo buona la prima. Ciak! Si gira!
Basta con lo sproloquio. Vi lascio alla lettura che è meglio. Questa è stata scritta tra ieri pomeriggio e stamattina. Fresca Fresca insomma. Buona lettura!
That's all FOLKS!!!

La soluzione finale

La soluzione ce l’ho in grembo.
Pronto a sgravare.
Ad espellerla come
il peggiore dei tumori
di cui ci si vorrebbe disfare.
Esce!
Corpo sezionato in fette
sotto formaldeide.
Un puzzle umano
in accostamento
macabro inanimato.
La soluzione diluita:
lentamente scivola
nel fiume delle mezze verità
sussurrate a mezza bocca.
Un sospiro di morte aleggia:
sospiro di pane di segale mensile
mal lievitato e fin troppo cotto.
Un veleggiare stolto di fumi umani
elevatisi da ciminiere
di falso postumo stupore.
La soluzione confezionata in saponette:
ossa, grasso, lista di frattaglie
a comporre detergente vitale
ad alto costo.
Una spirale di vapori etnici:
acre odore, polveri sparate
solenne danza di pulente mitragliatore.
La soluzione finale al finale:
rapida, risolutiva e senza sequel.
Così va tra gli uomini di “cinema”:
set prestigioso, grandi risorse “umane”
ed un mondo tutto loro di comparse
di cui disporre a piacimento.

martedì 20 luglio 2010

Stimolazioni elettriche

Questo è un delirio molto breve (vi è andata bene stavolta) del 2004. Buona lettura!
That's all FOLKS!!!

Elettrostimolazioni

Non provare
con la morfina.
Dormi in un mondo
di sintetica emozione.
Datti da fare
con distillerie
di plasma
orzaceo
e maltoso.
Prescrivi una dieta
per te stesso
e prendi a calci
il tuo stomaco burroso.
È sempre meglio
del TestMed.

lunedì 19 luglio 2010

...di conseguenza cosa t'aspetti?

Oggi si ritorna all'antico 2004. Spero che non vi dispiaccia. Buona lettura.
That's all FOLKS!!!

Naturale conseguenza

Deserti fatti di tartaro
più che abitati da tartari
lenti come tartarughe
che si crogiolano al sole.
Rettili fatalmente
calmi e fieri della
loro flemma
spiano cautamente
le nostre intenzioni.
Sanno che prima o poi
dovremmo abbassar
la guardia.
Sanno che dovranno colmare
il nostro vuoto
nullificato
per controllarci.
Per provare a redimerci.
Non mandano in onda niente.
Arrestano il progresso in tutti i campi
che siano essi conservatori
o progressisti.
È finito il novecento
secolo degli ideali.
Arriva il duemila.
Millennio della perdita
di fede in tutti i campi
del pensiero.
E di questo si parla.
E di questo si discute.
Di tutti gli anacronismi
faccio un fascio di nulla.
E con tutti i comuni beni
faccio una bella compagnia
assicurativa.
Questo è il nostro tempo.
È questo
il secolo del nulla.
Libero arbitrio
facilmente contestabile
il nostro ma questo è il compito
della nostra generazione
e dei nostri tempi.

domenica 18 luglio 2010

Il giustiziere della notte

Oggi soltanto Charles Bronson. Piccolo ritratto fatto in pochi minuti a penna e piccolo contributo cinematografico. Vi risparmio la poesia... ma soltanto per oggi eh? Buona guardata!
That's all FOLKS!!!


venerdì 16 luglio 2010

Ripetiamo insieme

Beh alla fine diciamo che ripetere serve... ma fino ad un certo punto... a volte a ripetere ci si stufa veramente troppo ad essere sinceri... vabbè... buona lettura... questa è fresca fresca...
That's all FOLKS!!!

Repetita iuvant

La vita è una donna che straparla.
Sinceramente
a me non va più di sentirla.
Ripete sempre
le solite frasi scontate
e prive di intelligenza.
Parla e si ascolta da sola.
Ed io sono stufo.
Stufo di inseguirla.
Di subirla.
Di recitarla
secondo un copione
scritto chissà da chi.
Di assecondarla.
Di pregarla.
Di pagarla
per ogni piccolezza
a noi concessa.
Di difenderla.
Di sopportarla.
Di perdonarla
per ogni torto
da noi subito.
Di glorificarla.
Di santificarla.
Di assolverla
per ogni amico
che ci ha ammazzato.
Di consolarla.
Di cullarla.
Di rassicurarla
ogni qualvolta si dimostra
totalmente incerta nell’avanzata.
Di assicurarla.
Di rimembrarla.
Di processarla
quando si dimostra
per l’ennesima volta sleale.
Di salvarla.
Di preservarla.
Di sognarla
spesso diversa da quello
che è attualmente.
Di sostituirla.
Di fotterla.
Di sfotterla
quando fa fin troppo la ganza
e non se lo può permettere.
Di estenderla.
Di sopprimerla.
Di interrogarla
in terzo grado quando rimango
al buio della mia stanza roteante.
Di promuoverla.
Di affittarla.
Di abitarla
in quanto essere
messo controvoglia in questo mondo.
Di sudarla.
Di separarla.
Di ottimizzarla.
Di osteggiarla.
Di proteggerla.
Di prestarla.
Di prostrarla.
Di affossarla.
Di dosarla.

Insomma
in sostanza sono stanco
di viverla.
O meglio di viverla in questa maniera.
Per i sopraccitati motivi
e per tutti quelli che vi ho
gentilmente risparmiato.

giovedì 15 luglio 2010

È molto pulp... pure troppo forse

Questa è molto pulp... forse pure troppo... intesa come "Sangue e merda" come diceva il più e più volte encomiabile Thomas Prostata... autore di libri molto pulp da non perdere assolutamente su quel mondo che è youtube per chi non lo conoscesse! Vabbè questa oltre ad essere pulp è anche parte della mia preistoria poetica... vecchiaaa vecchiaaa... Buona lettura che è meglio!
That's all FOLKS!!!

p.s.: ecco un piccolo assaggino di Thomas Prostata


Dimenticare è uno sbaglio

Le cose peggiori
sono quelle
per le quali ti sforzi
di credere che siano
quello che non sono.
Sono quelle a cui
rinunceresti
facilmente in
un altro periodo
della tua vita
malconcia.
Quando
i sentimenti
non valgono che
spazzatura contorta
in scarichi
a chiocciola
in cui restano
incastrati per settimane
mesi e a volte
per fottuti
brevi anni.
Il loro ritorno
è lo sturare
quello scarico
da dove pioviggina infine
'sta merda sopraffina
che dona nuovamente
un senso pulito
alla tua infelicità.

mercoledì 14 luglio 2010

Cambio pacco!

Cambia pacco... ma qui non siamo ad Affari tuoi... vabbè... buona lettura a tutti... oggi è breve e coincisa!
That's all FOLKS!!!

Cambio pacco!

Il calore stagnante dell’amore
in cambio della
creatività distruttrice
di simboli precostituiti:
lo scambio può sembrare
anche equo
oppure buono,
ma a volte tale miglioria
si vorrebbe lasciarla ad altri,
per cullarsi dolcemente
nelle braccia di chi si brama
in maniera spasmodicamente sincera
e genuina
per farsi donare
attimi di tregua dalla vita
che ci toglie respiri e quant’altro.

lunedì 12 luglio 2010

Questa è la mia usanza, gira la mia stanza

Questa forse è indecente... nel senso che ci vuole coraggio nel presentarla... vabbè che vi devo dire... accontentatevi! Buona lettura a tutti!
That's all FOLKS!!!


Giramenti di testa alla 2:34 del mattino

Esausto
mi presento davanti al foglio
senza alcuna attenuante
pronto a fare del mio vizio
l’alibi più consistente.
Pronto a spendere eoni del mio tempo
in azioni limitate alla mia inutile difesa.
Sciogliere bobine di parole al vento
senza che si formino pensieri logici in forma scritta.
Scrivere sul mio tavolo da disegno
Inavvertitamente.
Andare oltre i margini del foglio.
Sforare.
Oltrepassare i suoi stupidi limiti bianchi.
Espatriare oltre il suo limitare.
Spugnettarsi su parole prive di significato.
Usare un linguaggio alto:
appannaggio di quattro tronfi figli di puttana
che la poesia non sanno neanche dove abita.
Sono sfatto, smunto, denutrito da un fato
di spirali prosciuganti.
Liposuzione dell’anima non voluta.
Autoindotte schiavitù
mi legano al tuo ricordo.
Vorrei farne un solo cumulo di merda
da donare come concime.
Vorrei farti uscire dal mio cuore.
Mandarti per quella via dove ci si perde
girando sempre in tondo.
Mi dicono che odio.
Che sono intollerante.
Evidentemente, loro,
hanno capito tutto su di me.
Chiedeteglielo, allora,
a quei quattro deficienti
il significato di tutto ciò.
Io me ne vado a letto.
È luglio, la vita è quella che è
e mi appresto a farmi
l’ennesima partita in solitaria.
Egli È un certo Dio
e facesse quello che vuole
nei secoli dei secoli.

Portiamo afa e calura

Buongiorno e buon lunedì! Questa qui è di una settimana fa. Fresca fresca, anche se secondo me ha un sapore "vecchio". Mi ricorda anni passati in cui scrivere era molto più semplice. Quando ti tempo se ne aveva a iosa e si poteva sprecare perchè è tanto bello vanificarlo. Vabbè... leggete e fatevene un'idea. Buona lettura.
That's all FOLKS!!!

Sudore, afa e punture di zanzara

Non so più scrivere.
Le lettere sono soltanto
stupidi segni aztechi da interpretare.
Il silenzio avvolge le mie tempie.
Un rintocco secco di campane
annuncia la mia ora imminente.
Un disegno cancellato con gomma pane
ancora emerge dalle profondità del foglio.
I suoi rimasugli di grafite
mostrano l’estremo tentativo
di rappresentare il nulla.
Ho voglia di rileggere tutto ciò
e di reinterpretarlo ad ogni
mattino nuovo di un’esistenza cotta in carrozza.
Oggi è un giorno semplice
senza garrotte che stringono
i testicoli.
È un giorno finalmente
normale.
Sdraiati. Orizzontalmente messi.
Fissando spazi di camera
ancora superficialmente inesplorati.
Di Dio non ho memoria.
So solo che è un bravo ragazzo
con il quale preferisco
non avere alcun rapporto.
È un momento strano
diviso tra grande saggezza
e stupida felicità.
È un attimo apocalittico
in cui decido di far fuori tutti.
Di visitarli uno ad uno
tirando fuori diagnosi fantasiose
di malattie imminenti e misteriose.
Un cinico a parole
che mette in pratica i suoi insegnamenti.
Una notte albina
con la quale condivisi il mio sesso
tra orgasmi altalenanti
e tra baci al sapore rosso ruggine.
Una vita sospesa
su diversi piatti di bilancia
equipollenti.
Una soluzione unica
per un sistemone a tre colonne.
Metti una X
sulla mia coscienza
e dammi per sconfitto
nel prossimo conflitto con la vita.
Missing in action.
Disperso in azione
e mai più ritrovato.
Di nuovo all’incrocio con l’indecisione
scelgo un posto di stasi permanente.
Pronto ad osservare le mosse altrui.
Pronto a deridere “i decisi”
che poi si pentono.
Un risveglio
che sa di giornata perduta
o meglio svoltata.
Giornata mezzo vissuta
tra un ripensamento e l’altro.
Giornata di fugace passione
nella quale reprimere
la mia anima in erezione.
Reprimere la mente che fugge.
Una casa in cui stare
senza obblighi di sorta da rispettare.
Senza ordini ai quali sottostare.
L’agnello sacrificale di un mondo
bambino che non sa neanche di esistere.

venerdì 9 luglio 2010

Opera di autoconvincimento

A volte basta soltanto convincersi e tutto sembra diverso. Migliore. Che non faccia freddo quando si è immersi dentro alla bufera. Che si stia bene anche quando in solitaria percorriamo a piedi e senza cappello la Valle della Morte nella California del nostro cuore. Ci si può convincere di tutto: che si abiti in un paese libero. Che ci sia libertà di dire la propria oppure che ci sia la possibilità di un'ampia pluralità dell'informazione. Si può anche arrivare a credere che uno stupro non sia più stupro a secondo della persona che lo infligge. (ma questo vale per qualsiasi tipo di reato)... ci si può sempre illudere che quello che si scrive sia geniale e che anche questa poesia lo sia! Perchè pensare il contrario eh? Buona lettura!
That's all FOLKS!!!

Auto-ipnosi

Le parole si districano
sui cardini delle mie finestre
corrose dalla ruggine
ed erose a mano a mano
dal vento verbale.
Ottimo sapere
che non sei il solo
elemento corruttibile
di questo mondo.
Perso nella testa
cerco un sonno
ogni sera che mi liberi.
Perverso come pochi
altri al mondo mai.
Lotto tra le mura di una stanza che si restringe:
che nel buio con i suoi
tentacoli cementizzi mi respinge.
Sento su di me pesi che non vorrei
portare.
Cose che vorrei disimparare
per ritornare ad essere libero
e leggero.
Non riesco a fregarmene
delle vicissitudini che mi capitano.
Mi rovino il fegato a forza di pensarci e
ripensarci.
Elucubrazioni inutili
che portano soltanto stress inutile.
Magari riportassero le lancette indietro.
Farei altre scelte.
Mi donerei più semplicità
e più superficialità.
Magari si potrebbe avere un pizzico
di fortuna in più.
Magari si potesse recriminare per tutto
ciò che non hai mai avuto.
È impossibile.
Questa azienda non ha un ufficio
"Reclami"
e sei costretto ad accettarti.
Sta a te il modo in cui farlo:
o perdi la speranza e tutto crolla
portandoti in stanze fatte di follia e solitudine
o invece cerchi di andare avanti
senza troppe tragedie
prendendo solo il meglio di tutto ciò che
ti è successo.
Sospetto un futuro tenebroso.
Complotti e cospirazioni.
Ciononostante spero
che qualcosa si muova nella mia
direzione.

mercoledì 7 luglio 2010

E giunse anche la T

Mi è presa così in questi giorni. Un po' più di "tranquillità" (se così vogliamo chiamarla) mi permette di buttare giù qualcosa come hai vecchi tempi. Questa l'ho finita ieri ed ha richiesto pochi giorni di gestazione per fortuna... per la B e per la F invece è stato un parto. Vabbè... lasciamo stare le chiacchiere... Buona lettura!
That's all FOLKS!!!

T

T come Talis Pater Talis filius
come Tutti pazzi per Mary
come Trapianti d'organi rubati ad innocenti
nutrenti la voglia di vivere di Tizzi facoltosi
T come Tratta di schiavi moderna altamente redditizia
Trainante da nord a sud la nostra Traballante economia
come Tasto dolente schiacciato più e più volte
come Testo solenne intonato da voci disinvolte
come Tesi di Tesi basate sulla diceria
come Trattori di buoi Trascinanti aratri malconce
come Traditori obbligati a Tradire
come Trionfatori sfilanti sotto l'arco opulento del massacro
come Tampinatori esseri ossessivi di un amore-simulacro
T come Trapasso anticipato di Tentazioni ultraterrene
come Tempo perso a Tifare giocatori nelle arene
come Tribolazioni di uomini con croci Tetre che incombono
su schiene Tristemente curvate dal peso Teatrale delle stesse
come Tumulazioni Temporanee da vivi
nuovo Test sperimentale per una visione della vita
dall'altra parte della barricata
T come Talamo nuziale sopra il quale consumare
Tutte le ardenti voglie frenate da anni di Tediosa astinenza
T come Tendenza al persistere
come Testardaggine votata all'insistere
come Testuggine lenta, inesorabile incalzatrice
di uomini Tremanti Travestiti da lepri goffe
nascosti dietro muri di cartapesta satellitare a pagamento
come Terroristi dell'anima pronti a fare dei Tuoi sogni
un gigantesco Titanic in cui affondare le Tue
Tentennanti e sopravvissute speranze
come Trastevere in Festa de Noantri
come Trebbiatrice falciante ricrescita di peli irsuti
come Tavolata d'amici festanti paganti alla romana
come Talvolta fottili e Tal'altra aiutali
come Testicoli che girano in maniera disumana
come Tossico svanito che rivela al mondo realtà parallele
Testimonianti il sogno di un vivere Totalmente migliore
T come Tasse inutilmente pagate nutrenti porci
posti in Tuguri a mo' di seggi ad ingrassare i propri culi mosci
come Trementina oleosa come Testa pensante che non riposa
come Tafano pungente cosce scoperte
come Travisare continuo di dichiarazioni vuote ed insulse
come Tacchi alti sollevanti importanti nani da circo
come Tramontana percorente i mille canyon della capitale
come Trastullo per adulti di pornografiche immagini convulse
T come Tassista impenitente violentatore delle regole stradali
come Tachimetro segnante velocità da crociera esorbitali
come Tremito Tellurico Terrorizzante uomini in ogni dove
come Transito vitale di Trans che bivaccano sul Tram
come Tasso alcolico scuotente parole Temibili
che uscenti dal cavo orale a malapena possono definirsi Tali
T come Tantrico mischiarsi di emozioni illuminanti
come Trave cadente come Trono di sangue
come Tempo Tecnico minimo per una Trasformazione imminente
come Tijuana splendente Eldorado in bassa California
come Tremebondo sobbalzare epatico postumo alla sbornia
come Tetraktis pitagorica di cabalistiche affinità
come Tetraedro platonico di impeccabile regolarità
come Tafazzi con bottiglia battente parapalle saltellante
come Tettonica a placche nuotante attraverso
millenarie bracciate di Terremoti congiungenti continenti
come Turpiloquio in continuo ronzio di sottofondo
come Tronfio desiderio di Trionfo di noi poveri esseri
accecati soltanto dalle ricchezze esterne Traditrici
incuranti della Tromba suonata a pieno fiato dal nostro animo

T come Trappola imprigionante la voglia di Teneri sentimenti
difficilmente esternabili in Totale e serena Tranquillità

T come Tignosa voglia di insistere di noi uomini
decisi ad elevarci verso qualcosa di meglio
di una notte di sesso a portar via:
noi, pianificatori di Tattiche per una manovra a Tenaglia
nella quale assediare insistentemente
la voglia d'amore che Troppo spesso ci abbandona facilmente
dopo l'ennesima Tenzone all'arma bianca
combattuta a muso duro
con la Turpe ed onnipresente abitudine

martedì 6 luglio 2010

Apparire è meglio

Questa risale alla preistoria o quasi. Un'ultima occasione per farvela leggere. Buona lettura!
That's all FOLKS!!!

Il suo mondo d'apparenza

Siediti affianco
a me.
Siediti
e fatti guardare
mentre muta
parli di te stessa.
Occhi, capelli
e altre parti
della tua testa
altamente comunicative.
L'istante indifferente
da te donatomi
mi illumina
di bianche lacrime
portatrici
di verità
e distruttrici
della tua figura
sincera
e disamorata.
Stanca di pensare
e dal pensiero
impaurita
e resa insofferente.

lunedì 5 luglio 2010

Un bella F

Mi sa che in americano una bella F significa Failed quando ti riconsegnano i compiti dopo averli corretti ma sinceramente preferisco una bella F guadagnata rimanendo puri che una bella A in nome di una cultura filtrata che non mi ha mai interessato troppo. Le F della vita sono molto più toste delle F della scuola ed è più facile prenderle nella vita... questo poco ma sicuro. Buona lettura!
That's all FOLKS!!!

F

F come Forza dello scrivere
come Fronde degli alberi vitali
scossi dalla Furia cieca degli elementi orientali
F come Frenesia imperante come Fugace attimo che mai
si ripresenterà davanti ai Fieri occhi dello spirito
F come Furore creativo iconoclasta incontrollabile
F come Fuck the others Fuck a bestia
come Funkadelico umorale sentimento umano
F come Fottuto gioco Ferale in cui muore
qualsiasi giorno Falsamente Felice
F come Farinelli voce bianca della mia anima
castrata da Frustrazioni inutili e Fuorvianti
F come Falciante mietitrice gentile
che dona carezze Fatte di aguzze ossa graffianti
F come Fatidico venerdì giorno Fatto di geniale Finalità
F come Fatalità di un destino Fatiscente
come Flautolenze emesse da deretani Fin troppo rosa
F come Filius mater ignote
come Fiaba disincantata in cui cadere
ogni qualvolta la si racconta d'accapo
F come Fioritura precoce
gelata dai venti invernali del tempismo sbagliato
come Flotte a Flutti di Fatti
come Fresche Fascine di Frasche
come Foglie secche staccate dai rami
dotate di Forza oscillante che culla
come Fasi calanti di luna in pallore ultraterreno
come Fasce di neonato che avvolsero tutti, anche il nazzareno
come Fasti di antichi popoli Fieramente decaduti
come Ferale tradimento protratto ai danni dei cornuti
F come Fornace cocente pan di via
come Firenze di rinascimentali Forme rivoluzionarie
dentro planetari di Focosa e magmatica Fluorescenza
come Farisei accusatori e presuntuosi
che dell'intransigenza Fanno il loro punto Fermo
come Fonte di eterna ed intramontabile Fierezza
come Freccia Ferente celi di gelida Freddezza
F come Fanzine sciatte e deludenti
come Fasci littori annuncianti deportazioni imminenti
F come Fosse comuni piene dei cadaveri della libera decenza
come Fusse che Fusse 'a vorta bbona per distruggere dell'ipocrisia ogni parvenza
come Fenici naviganti mediterranei di piratesche imprese
come Furtività in hangar stracolmi di chiodi a tre punte
annuncianti Futuri dolori di plantari anatomici per piedi
F come Fesa di tacchino
come Fresa lavoratrice instancabile
di Futili oggetti metallici arzigogolati
come Fac-simili perfetti raggiranti banchieri tronfi
troppo impegnati a darsi lustro per accorgersi del Falso
come Fattanza blu sparata da altoparlanti colanti Sanguemisto
come Facce-bianche-ormai-smunte
di mimi urlanti espressioni visuali
riportanti Fisiognomici pregiudizi lombrosottocenteschi
F come Fanatici integralisti della pubblica censura
come Fedifraghi difensori di Fisse da Famiglia unica
come Fallo da dietro come Fallo sto sforzo
come Fallaci scritti deturpanti ogni scintilla residua d'intelletto
come Frollate carni umane nutrenti essere panciuti
ruttanti alitosi di acido Fenico su troni di ignominia
come Finnici stacchi di coscia
provocanti mille Indianapolis di passione

F come Farinoso desiderio di essere qualcosa di autentico
che non si sgretola al primo contatto della vita disgregatrice

F come Fanfare della tua anima Fallata
che inutilmente tenta di distoglierti dalla tue Fisse urlando Fragorosamente
tentando di hackerare il tuo cervello con ossigeno nuovo
finalmente portatore di amori nuovi Fortuiti
che spazza via gli indegni coinquilini che da troppo tempo
occupano impunemente un posto in prima Fila
davanti ai teleschermi del tuo cuore!

domenica 4 luglio 2010

Trovare sempre il senso...

Già. Trovare sempre il senso sembra una cosa obbligatoria. Buona fortuna allora e buona lettura!
That's all FOLKS!!!

Belle frasi fatte di nulla

Non si è sicuri
di sicurezze infondate
nelle vacue parole
di uomini muti
che non comunicano che
a gesti convulsi
con un accenno di tremori
malsani
e odori fatti
di gas nauseabondi
insinuatisi
nel sottosuolo
dell'anima vagante
in mondi inesistenti
senza porre fine ad un discorso
che non trova puntini
di sospensione
o punti decisi
sui quali soffermarsi.
Aiuto dall'inferno
degli sgrammaticati
poeti
senza metrica ne pratica
vocale e abilità verbale tale
da potersi definire menestrelli
di un tempo passato
che deve ancora arrivare.
Noi soli in un castello dalla
forma particolare
invochiamo all'ombra di
pentacoli aurei pitagorici
l'avvento di ere devastanti
e sconvolgenti
che rivoluzioneranno
il nostro modo di essere
e di concepire la realtà.
Aulici versi e parole
che aspirano ad un climax
che sale e sale
senza fermarsi
alle vuote metafore della vita
spingendosi oltre
più in alto della coltre dell'ipocrisia
e dell'inganno.

venerdì 2 luglio 2010

Hank il nazista?

Non diciamo assolutamente cazzate. Bukowski era nazista quanto i punk che per provocare andavano in giro con le magliette con la svastica sopra... solo che bukowski lo fece giusto qualche annetto prima e durante la seconda guerra mondiale... piccole differenze... quando non essere ne pacifista ne patriota era un delitto quanto ammazzare la propria madre e squagliarla nell'acido in stile mafioso.
Vi allego in questo post un racconto che purtroppo, grazie all'epurazione italiana delle varie edizioni di "Storie d'ordinaria follia" (presente invece nelle edizioni in inglese... siamo sempre stati un paese molto libero e largo di vedute) è stato casualmente omesso. Per fortuna stampa alternativa ebbe una maggiore lungimiranza nel giudicare questo racconto di poche pagine. "Svastica" di Charles Bukowski è una provocazione pura che negli anni controllati dalla DC-Servizi segreti americani-etc etc non poteva essere accolta neanche dalla così libera (ma poi mica tanto libera) Feltrinelli che su "Storie d'ordinaria follia" ancora ci continua a guadagnare allegramente. Vi lascio alla lettura.
That's all FOLKS!!!